Salottini Piano Nobile

 I Salottini del Piano Nobile testimoniano il potere e il mecenatismo della famiglia Carafa. La prima stanza è “Bacco e Arianna”. La principessa Arianna, dopo aver aiutato Teseo a sconfiggere il Minotauro, viene sedotta e abbandonata sulla spiaggia di Naxos. Improvvisamente è attirata dalla variopinta processione che le si fa incontro: un carro trainato da ghepardi avanza seguito da satiri, baccanti, animali e fauni. È il corteo di Bacco che, dal carro, balza incontro alla fanciulla della quale si è innamorato. Seguono le celebrazioni delle nozze di Bacco e Arianna. La seconda stanza è “Eros e Psiche”. Nella narrazione di Apuleio, Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, se ne attira le ire. Quindi manda suo figlio Eros per punirla: egli se ne innamora e lei diventa sua  sposa senza tuttavia sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell'oscurità della notte. Scoperta su istigazione delle invidiose sorelle la sua identità, è costretta, prima di potere ricongiungersi al suo divino consorte, a effettuare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l'immortalità e partorirà una splendida creatura di nome Voluttà. La terza stanza “ Le stagioni”. I quattro dipinti la Primavera, l'Estate, l'Autunno e l'Inverno, sono  volte a definire il susseguirsi delle attività umane durante lo scorrere delle stesse stagioni. La quarta  stanza (ossia quella centrale) è la stanza della Bifora: colore del sole che trionfa entrando dalla doppia finestra che consente una veduta di dominio di tutta la struttura. La quinta stanza è “stanza delle Arti”: il color rosso è la passione che l'uomo ci mette per realizzare le varie arti figurative cioè pittura, disegno, grafica, architettura, scultura e ceramica. La sesta stanza “La fortuna”. Orazio designa (nella XXV Ode alla Fortuna) le virtù della Fortuna declarando che l'uomo coltiva in sé la speranza e la fiducia di avere un futuro migliore. Al centro la riproduzione dell’allegoria della Fortuna: si vedono un giovane atletico, vestito solo di un drappo rosso bordato d'oro, che è vicino a una coppa con alti manici e sventola con la destra un mazzo di biglietti della lotteria. La Fortuna regge la cornucopia con la quale dispensava abbondanza e fertilità. Essa ha un mantello fluttuante, che indica la sua mutevolezza e si trova su una grossa bolla, che sembra per scoppiare, allusione all’instabilità. La settima stanza è  “Aurora e Apollo”. Blu cobalto è il cielo, teatro in cui Apollo porta il sole preceduto da Eosforo e Aurora con la danza incessante delle 24 ancelle, ossia le Ore. La ottava e ultima stanza è quella dedicata al pontefice Paolo IV, al secolo Giovan Pietro Carafa che eletto pontefice dal 1555 al 1559 visse una stagione di aspro confronto con la riforma di Martin Lutero dando inzio alla Controriforma e creando lo scisma anglicano. La statua centrale rappresenta la riproduzione di Apollo e Dafne.

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